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Pellegrinaggio a Maria Luggau

Note Scheda tecnica

La Val Visdende, nella quale si svolge parte dell’escursione del primo giorno, è un largo bacino abbastanza regolare racchiuso in una cerchia di monti. La Val Visdende è celebre per l’abbondanza delle sue foreste, certo tra le migliori dei due versanti delle Alpi; questi boschi coprono la conca interamente fin verso i 2000 metri.

Partenza:Albergo "Da Plenta"
Dislivello massimo in salita:1040 m (in 2 gg)
Dislivello massimo in discesa:1300 m (in 2 gg)
Grado di difficoltá:Difficoltá media.
Tempo medio di percorrenza: 9 ore (in 2 gg).
Stagione piú favorevole:Da giugno a settembre.
Racconto

NOTE SUL TERRITORIO

Prima di procedere alla descrizione degli itinerari proposti, si ritiene utile fornire alcune informazioni di carattere geografico e naturalistico sulle zone che si andranno a visitare.

I limiti orografici del massiccio Peralba - Chiadénis - Avanza sono rappresentati dal Passo dell’Oregòne, dal Rio Fleòns e dalle Testate delle Valli Avanza e Sésis. Il massiccio, che si trova completamente in territorio italiano, è costituto quasi interamente di calcare bianco e cristallino, la cui conformazione è a masse poderose che raggiungono i 1.000 metri; le pareti sono di grande compattezza. Ma quello che colpisce di più in tutta l’escursione è la massa rocciosa del Monte Peralba si eleva maestosa, caratteristica nel suo biancore, sulla testata della Val di Sésis e sulla parte orientale della Val Visdende, come un grandioso pilastro angolare all’estremità orientale della lunga catena confinaria fra il Comelico ed il territorio austriaco. Verso oriente, oltre il Passo Sésis, la cresta del Gruppo si sviluppa più articolata e su di essa emergono con più arditi sbalzi il Monte Chiadénis ed il Monte Avanza e le Loro varie minori cime e guglie satelliti.

La Val Visdende, nella quale si svolge parte dell’escursione del primo giorno,' è un largo bacino abbastanza regolare, compreso tra i 2000 ed i 2600 metri e racchiuso in una cerchia di monti di varia natura. Su di essa si inerpica la nuova rotabile ricostruita dopo i gravissimi disastri alluvionali del 1966. La valle è ricca di malghe: a tale riguardo è anche ricordare che, sebbene si parli di malghe, l’esatta denominazione locale dei rustici è quello di "casère" in quanto la denominazione di "malga" viene più usualmente utilizzato nelle regioni del Veneto e del Trentino. A nord la valle è limitata da un tratto delle Alpi Carniche le quali, oltre a segnare il confine politico italo - austriaco, costituiscono lo spartiacque tra il bacino dell’Adriatico (Piave) e quello del Mar Nero (Gail, quindi Drava e Danubio). La cresta, con direzione ovest - est, ad andamento piuttosto monotono, a lunghi tratti larga ed arrotondata, ed a tratti più brevi frastagliata e sottile, è costituita da rocce scistose paleozoiche, fra le quali affiorano potenti masse isolate di calcari bianchi, compatti, del Devoniano (Palombino, 2.600 m; Crode dei Longerin, 2.569 m; Tap de Cadene, 2.462 m); altre vette lungo la cresta sono la Croda Nera (2.438 m), il Monte Cecido (2.422 m), il Monte Vancomun (2.580 m), il Monte Antola (2.524 m) ed il Monte Pietra Bianca (2.578 m). Ad est la conca di Visdende si apre nei due valichi dell’Oregone (2.280 m) e di Col di Cerneva (1.936 m) fra i quali giganteggia la superba piramide del Peralba (2.694 m), costituita completamente da calcare bianchissimo di scogliera.

A sud la conca è chiusa dal gruppo dolomitico del Monte Rinaldo (2.471 m), che si sviluppa con un’alta cresta orlata di torri e di guglie, e che è costituito da Dolomia dello Scii iar (infraraibliana). Verso sud, a circoscrivere la Val Visdende, si erge un altro gruppo dolomitico, più modesto, ma altrettanto ardito, ossia quello delle Crode di Longerin coronato da numerose punte e che si prolunga verso sud fino ai monti San Daniele (2.229 m), Schiaron (2.246 m) e Curiè (2.085 m); quest’ultimo arriva fino al Piave o Cordevole diVisdende, di fronte alle ultime propaggini del Rinaldo.

Il fondo della conca è formato da detriti di falda, sfasciume morenico e depositi alluvionali, di età dunque Quaternaria. Durante questa era il fondo di cui trattasi era quindi occupato da un bacino d’acqua, esauritosi poco a poco dopo che l’emissario ebbe approfondita sempre più la frattura che gli consentiva di scaricarsi sul Piave. Il corso d’acqua che si raccoglie in Val Visdende si chiama Cordevole, più propriamente Cordevole di Visdende, per distinguerlo dall’altro, ben più importante Cordevole, che scende dal Passo Pordoi ed attraversa l’Agordino. Il bacino idrografico della Val Visdende occupa circa 70 kmq, dei quali 18 improduttivi (rocce, ghiaie e detriti), 15 ricoperti da prati e pascoli e 87 da bosco. Il Cordevole di Visdende attraversa tutta questa ampia conca e per una stretta gola confluisce nel Piaue in località Ponte Cordevole.

Il fondo della conca è formato da detriti di falda, sfasciume morenico e depositi alluvionali, di età dunque Quaternaria. Durante questa era il fondo di cui trattasi era quindi occupato da un bacino d’acqua, esauritosi poco a poco dopo che l’emissario ebbe approfondita sempre più la frattura che gli consentiva di scaricarsi sul Piave. Il corso d’acqua che si raccoglie in Val Visdende si chiama Cordevole, più propriamente Cordevole di Visdende, per distinguerlo dall’altro, ben più importante Cordevole, che scende dal Passo Pordoi ed attraversa l’Agordino. Il bacino idrografico della Val









Il Chiadenis con il rifugio Calvi.
(Clicca sulla foto)




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