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Sentiero attrezzato Bepi Zac

Note Scheda tecnica

E' bene specificare che questo e' un "sentiero attrezzato" e che, rispetto ad una ferrata, dal punto di vista tecnico non presenta grossi problemi. La maggior parte del percorso, di fatto, e' un normale sentiero di alta montagna; solo in alcuni punti, in presenza di dirupi esposti o quando il passaggio si restringe, e' presente il cavo di acciaio che permette di continuare a "camminare" in tutta sicurezza.

Sono pochi i punti che richiedono di usare le mani per aiutarsi. Il passaggio piu scomodo c una placca di qualche metro da attraversare diagonalmente.

Partenza:PAsso S. Pellegrino
Dislivello massimo:700 m
Grado di difficoltá:Difficoltá media.
Tempo medio di percorrenza: 5 ore.
Stagione piú favorevole:Da giugno a settembre.
Racconto

GITA ORGANIZZATA DAL CAI DI PADOVA - 8/7/2001

Nonostante le previsioni la mattinata e' bella soleggiata, anche se presto le nuvole cominciano ad addensarsi, rimanendo però alte sopra le cime. E' anche un bene perché, nonostante la svegliataccia, ormai siamo già a metà mattinata (l'unico difetto delle gite con il pullman), e il sole comincia a picchiare.

La zona del Passo San Pellegrino e' molto piacevole, nonostante la presenza cupa del Col Margherita con la sua roccia scura, e offre gia' dei bei panorami. Nulla pero' in confronto allo spettacolo che si gode al Passo delle Selle: un balcone sulla Val di Fassa che permette di godere della vista grandiosa del Catinaccio e del Latemar, mentre alle spalle tutto l'Agordino, le Pale di S.Martino, i Lagorai e Cima d'Asta. Per completare il panorama a 360 bisogna salire alla prima selletta sopra il passo; qui lo spettacolo è ancora più grandioso: il Sassolungo, le Odle, il Sella, la Marmolada; il cielo è limpidissimo e si vedono anche le lontane alpi austriache.

La neve e' ancora presente su tutte le cime e anche noi incontriamo parecchi cumuli di neve impaccata, ovviamente nel versante nord, che pero' non impediscono la progressione; soltanto è bene stare attenti a dove si mettono i piedi. Il percorso si snoda attraverso fortificazioni della Grande Guerra: trinceramenti, gallerie, osservatori, perfino delle scale di legno (nuove pero') ed un ricovero in grotta completamente ripristinato e funzionante.

E' tutto molto spettacolare, ma quando, con questi continui saliscendi, comincia a farsi sentire la fatica e ti chiedi chi te lo sta facendo fare, ti viene da pensare a quei poveracci che si facevano ogni giorno queste scarpinate, in piu' con il rischio beccarsi una granata o una pallottola ad ogni passo. Per fortuna noi siamo qui per divertimento e l'unica evento bellico e' una battaglia a palle di neve che si scatena durante una sosta.

L'ultima emozione arriva dal ghiaione finale che permette di assistere alle piu' disparate 'tecniche di discesa' con scivoloni e rotolamenti vari, per fortuna senza conseguenze. Alla fine un dolce sentiero ci riporta al Passo ed alle vettovaglie che ci attendono.






Veduta dal punto di partenza.
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La placca, unica difficoltà del percorso.
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Camosci che riposano.
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Discesa per le scalette.
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