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Salita al monte Totoga

Note Scheda tecnica
Questo e' un percorso escursionistico molto bello e poco frequentato, ben tenuto e segnato in modo ineccepibile.
Possibilita' di incontri con animali selvatici.
Partenza: Passo della G˛bbera
Dislivello massimo: 700 m
Grado di difficoltß: Difficoltß media.
Tempo medio di percorrenza: 4 ore (con calma).
Stagione pi˙ favorevole: Aprile-Ottobre.
Racconto

E' una bella giornata di luglio: partiamo di buon mattino per un'escursione sul Monte Totoga (1705 m). Durante la Grande Guerra, prima di Caporetto, era un posto di avvistamento italiano: si possono ancora visitare le installazioni militari da cui si gode uno splendido panorama sulla valle del Vanoi.

Parcheggiamo la macchina nell'abitato di G˛bbera, a quota 984 m, e ci incamminiamo decisi lungo una strada sterrata (sentiero n. 345) verso la cima Totoga. Dopo 50 metri troviamo la prima sorpresa della giornata: una vecchia fornace per la produzione della calce proprio di fianco al sentiero. Dei cartelli ne spiegano la storia ed il fuzionamento e noi restiamo fermi un po' di tempo ad imparare qualcosa di nuovo.

Riprendiamo il cammino sempre seguendo la strada che costeggia il monte sul versante est, attraverso il Boal delle Scandole. Sopra di noi si erge imponente la parete del Totoga. Ad un certo punto troviamo il sentiero che sale ripido costeggiando il monte ( e' sempre il sentiero n. 345).

E' una giornata calda ed afosa e noi ringraziamo i faggi che ci riparano dai raggi diretti del sole. E' davvero troppo caldo per una salita ripida che sembra non finire mai. Ogni tanto ci ristora una brezza fresca che poi misteriosamente scompare e ripiombiamo nell'afa. Ci ristoriamo con brevi soste nei punti piu' panoramici: sotto di noi la valle del Cismon appare un po' sbiadita ma e' sicuramente una bella vista.

Arriviamo ad un bivio (1499 m): a destra si sale velocemente per un sentiero ripido ma a sinistra si rimane in quota per poi salire dolcemente verso la nostra meta. Ovviamente prendiamo a sinistra !! La scelta si rivela azzeccata. Attraversiamo una spaccatura tra la roccia creata probabilmente dagli alpini e costeggiamo il monte in quota per un bel sentiero attraverso i Pra di Totoga che ci porta ad una strada sterrata, detta Strada Totoga o dei Tagliani, che sale lentamente verso il ricovero a quota 1570, il rif. forestale San Gualberto).

A queste quote la natura e' nel suo massimo splendore. Il bosco era pieno di ciclamini ed adesso lungo la via troviamo fiori di cardo e tantissime farfalle che si posano di fiore in fiore. C'e' anche un giglio Martagone. Abbiamo visto anche delle orchidee, ma per loro la stagione e' troppo avanzata.

Entrando nel ricovero troviamo la seconda sorpresa della giornata: appollaiato sopra una trave del soffitto c'e' un ghiro che continua a mangiare, incurante della nostra presenza. Per fortuna da queste parti arriva solo gente che ama la montagna e non disturba la fauna selvatica. Firmiamo il libro degli ospiti ed usciamo per non importunarlo.

Adesso ci dividiamo: due proseguono per la cima e gli altri tre rimangono a godersi il sole ed il luogo ameno. C'e' ancora qualcosa da vedere. Poco lontano ci sono delle gallerie, dette "stoli", utilizzate dagli alpini come osservatorio. Sono disposte su due piani e sono composte da diversi tunnel che sbucano su una parete a picco. La vista e' fantastica: sotto di noi appare all'improvviso la valle del Vanoi in tutta la sua bellezza. Purtroppo non si vede molto lontano per via della foschia ma sappiamo che la Cima D'Asta e' proprio la', maestosa, davanti a noi.

Al ritorno dei nostri compagni dalla vetta e dopo un frugale pasto prendiamo la strada del ritorno sotto una leggera pioggia. Fortunatamente il sentiero e' protetto dalle fronde dei faggi e non prendiamo neppure una goccia. La discesa e' velocissima. per la strada piu' breve ed arriviamo giu' alla macchina in un'oretta.

E' stata una bella escursione fatta "con calma" come piace a noi, osservando bene il paesaggio e quello che incontriamo strada facendo, rallegrandoci della bellezza della natura e per questa bella compagnia.

Accesso:
SS.47 della Valsugana. A Primolano si prende la galleria e si seguono le indicazione per la Valle del Primiero. Ad Imer si sale a sinistra in direzione del Passo della G˛bbera.









La fornace che produceva calce
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Spaccatura nella roccia
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Sentiero tra i faggi
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Il ricovero a quota 1570
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Il ghiro nel ricovero
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Veduta del Vanoi dalla galleria
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