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Escursione sul Monte Cinto

Note Scheda tecnica

E' un percorso ad anello da fare assolutamente nel mese di maggio per poter ammirare il Monte Cinto nel suo massimo splendore.

Partenza: Fontanafredda.
Dislivello massimo: 200 m
Grado di difficoltá: Nessuno.
Tempo medio di percorrenza: 2-3 ore (dipende dalle soste).
Stagione piú favorevole: Maggio.
Racconto

Oggi e' una bella giornata di sole che ti spinge ad uscire di casa. E' il giorno ideale per fare una bella escursione sui Colli Euganei. Siamo in maggio, la stagione giusta per ammirare le ginestre in fiore: decido di andare sul Monte Cinto.

Il Monte Cinto si trova nella parte meridionale dei Colli, tra i comuni di Fontanafredda e Zovon di Vo'. Parcheggio la macchina dietro il capitello posto in corrispondenza della stradina che sale sul Monte, all'ombra, in modo da ritrovarla fresca al ritorno.

Mi incammino lentamente lungo una stradina sterrata che sale verso la vetta con ampi tornanti. Man mano che si sale si possono notare molte Roverelle ai lati della strada che, prendendo quota, lasciano spazio ai Castagni, amanti di climi decisamente piu' freddi. Ho potuto ammirare una splendida fioritura di castagni.

Fa comunque molto caldo, nonostante la stagione. Il pendio e' rivolto a sud e riceve perpendicolarmente i raggi del sole, come fosse estate. Infatti si cominciano a vedere le prime ginestre, notoriamente amanti dei climi caldi. Non sono ancora sbocciate del tutto, ma sono comunque molto appariscenti, ed iniziano a colorare di giallo tutto il pendio.

Quasi senza accorgermi sono arrivato alla "cattedrale", una ex cava che ha portato alla luce una parete di colonne di trachite (detta appunto colonnare) che forma un semicerchio di notevole impatto visivo. Non mi allontanerei piu' di qui, ma devo andare se voglio terminare il giro.

Proseguo verso la cima, lungo la strada che si fa molto ripida e giungo ad un antico forte ormai in rovina ed invaso da arbusti di biancospino. E' una vista piuttosto piacevole, unita ad un notevole panorama: non ci sono monti che chiudono la vista verso sud.

Ritorno per la stessa strada dell'andata, ma abbandonandola qualche tornante piu' sotto per una strada che si dirige a nord. In corrispondenza di un'area attrezzata e di un bel prato faccio una piccola deviazione per ammirare il "Buso dei briganti", un blocco roccioso quasi imprendibile per chi sale dalla pianura e punto di osservazione dei banditi che infestavano quei luoghi. Al di la' della storia, e' un ottimo punto panoramico verso nord, da cui possiamo ammirare i monti Venda e Vendevolo, il Monte della Madonna e molti altri.

Ritorno sulla strada e riprendo pigramente il cammino: ho gia' ammirato tutti i punti di interesse del percorso e mi resta solo la fatica del pezzo di ritorno. Ma mi aspetta una bella sorpresa, che davvero non mi attendevo. Dopo un largo giro che compie la strada fino a passare sotto al "buso dei briganti" prendo a destra per una strada sterrata che corre all'ombra del bosco e che mi portera' alla macchina.

Ma che vedo? Lungo la strada, dove il bosco si apre ed arriva un raggio di sole, vedo una quantita' di orchidee. Mi scateno con la macchina fotografica: sono troppo importanti e rare per privare altri passanti di quella vista cogliendole.

Felice per quella inattesa novita' raggiungo la macchina, davvero contento per quel percorso facile ma pieno di belle cose da ammirare.

L'ultima cosa da vedere, ma che mi ripropongo di visitare presto e' il museo di Cava Bomba, un raro esempio di archeologia industriale, posto sulla strada che costeggia il Monte Cinto. Si tratta di un ex stabilimento per la produzione della calce restaurato e diventato museo di mineralogia e delle antiche tecniche di estrazione. Ci sono gia' stato, ma lo rivedo sempre volentieri.









Una Ginestra in fiore
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La strada che porta alla vetta
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Un fiore di castagno
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Veduta del Venda e del Vendevolo
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Il museo di Cava Bomba
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